Aeroporti: Torino vola, Genova si prepara

Meno male che i programmi sono ambiziosi, per l'aeroporto di Genova, il “Cristoforo Colombo”; perché i consuntivi, invece, sono tutt'altro che rosei. Dall'ultima rilevazione di Assaeroporti, l'associazione italiana dei gestori degli scali, infatti, è emerso che in ottobre, ultimo mese censito, l'aeroporto di Genova ha avuto 111.098 passeggeri (-4,9% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso) e 1.084.109 dall'inizio di gennaio (-1,3% rispetto ai primi dieci mesi 2016). Nonostante l'aumento dei voli, che sono stati 1.638 in ottobre (+6,6%) e 16.559 dal primo giorno del 2017 (+0,8%).
Però, Paolo Odone, nuovo presidente dello scalo all'ombra della Lanterna dopo esserlo stato, per tanto tempo, della Camera di commercio di Genova, azionista rilevante della locale società aeroportuale, ha previsto che il 2017 si chiuderà con 1.260.000 passeggeri e con più di 1.570.000 nel 2018. Aspettative riferite nel corso della conferenza stampa, nella sede della Regione Liguria, presente anche il governatore Giovanni Toti.
Durante l'incontro con i giornalisti, fra l'altro, è stato riferito che il “Cristoforo Colombo” passerà presto da 25 a 40 destinazioni dirette e saliranno a 14 le compagnie aeree operanti a Genova. Non solo: grazie ai collegamenti con gli hub di Roma, Londra, Francoforte, Amsterdam, Parigi, Monaco, Mosca, Copenaghen, Atene, Barcellona, ogni giorno, partendo da Genova, sarà possibile, con un solo scalo, raggiungere oltre 600 destinazioni nel mondo, 200 in più delle attuali.
Al contrario, l'aeroporto di Torino, il “Sandro Pertini”, continua a salire di quota, aumentando progressivamente voli e passeggeri. In ottobre, il “Sandro Pertini” ha registrato 4.207 voli (+3,9%) e 347.841 passeggeri (+5,9%); mentre, dall'inizio dell'anno ha avuto 40.700 voli (+4,2%) e 3.578.399 passeggeri (+7%).
Tra l'altro, la crescita dell'aeroporto di Torino, che, per la precisione, si trova a Caselle, è risultata superiore alla media nazionale. Nei primi dieci mesi di quest'anno, infatti, l'Italia ha contato 1.339.286 voli (+3,3%) e un totale di 151.656.141 passeggeri (+6,7%).
A gestire l'aeroporto di Torino è la Sagat, società presieduta da Giuseppe Donato, guidata da Roberto Barbieri e controllata dal gruppo Cdp (Cassa Depositi e Prestiti).

Infine, il terzo scalo del Nord Ovest. L'aeroporto di Cuneo-Levaldigi resta a terra: ancora negativi i numeri di passeggeri, nonostante il maggior numero di voli, che sono stati 513 in ottobre (+33,9% rispetto allo stesso mese 2016) e 4.124 dall'inizio dell'anno (+0,9%). Infatti, i passeggeri sono stati 9.917 in ottobre (-17,3%) e 105.967 nei primi dieci mesi di quest'anno (-12,9%).

Giuseppe Donato, aeroporto di Torino

Paolo Odone, aeroporto di Genova

Fondazione Crt finanzia altri 300 progetti e Fulvio Gianaria fa il bis con le Ogr

Presieduto da Giovanni Quaglia, il Consiglio di amministrazione della Fondazione Crt, la terza maggiore in Italia per patrimonio, ha appena deliberato stanziamenti per 4,5 milioni di euro a sostegno di oltre 300 iniziative, proposte da enti e associazioni non profit operanti in Piemonte e Valle d'Aosta e non rientranti nei bandi promossi dall'istituzione torinese di via XX Settembre.
I nuovi impegni approvati dal vertice gestionale della Fondazione costituiscono la seconda tranche di finanziamenti decisi in seguito alle richieste ordinarie presentate dai soggetti senza fini di lucro, gli unici che possono ricevere aiuti dalle Fondazioni di origine bancaria (in Piemonte sono 12, in Liguria tre).
Con quelli della seconda tranche, diventano circa 700 gli stanziamenti approvati, quest'anno, dal Cda della Fondazione Crt per gli interventi ordinari richiesti dai soggetti non profit attivi nell'area di pertinenza e sale a nove milioni di euro il totale dei finanziamenti destinati a essere erogati.
Nella seconda tornata, la Fondazione che ha come segretario generale Massimo Lapucci, ha deliberato 126 contributi, per complessivi 1,7 milioni di euro, a sostegno di progetti nell'area Welfare e Territorio; 108 contributi, per 2,1 milioni di euro, per iniziative nell'area Ricerca e Istruzione e 53 contributi, per 480.000 euro, a sostegno di attività nell'area Arte e Cultura.
“Le erogazioni ordinarie racchiudono il senso della mission della Fondazione Crt; infatti, sono destinate a interventi solo apparentemente piccoli, ma importanti per le comunità del territorio, proprio perchè contribuiscono capillarmente a dare linfa a un ampio ventaglio di attività e di soggetti che arricchiscono l'offerta sociale, culturale e produttiva del Piemonte e della Valle d'Aosta” ha commentato Giovanni Quaglia.
A sua volta, Massimo Lapucci ha detto: “La filantropia istituzionale, nel suo ruolo di motore di crescita e collante sociale, deve non solo sostenere , ma anche incoraggiare modelli innovativi”. E ha aggiunto che la sfida più grande della Fondazione Crt “è fare in modo che le realtà sociali locali siano sempre più interconnesse con il livello nazionale e internazionale, affinché diventino esempi virtuosi di managerialità e know how. L'obiettivo è quello di contribuire ad assicurare una ricaduta positiva, a lungo termine, sul territorio, oltre che un miglioramento tangibile delle condizioni di vita e sociali”.
A proposito ancora di Fondazione Crt, oggi è stato anche comunicato che Fulvio Gianaria è il nuovo presidente della Ogr-Crt, la società consortile per azioni che fa capo all'ente di via XX Settembre e che è titolare della straordinaria operazione che ha trasformato lo storico complesso industriale delle Officine Grandi Riparazione, situato a fianco del Politecnico, nel centro di Torino, dismesso e abbandonato da decenni, in un avanzato centro polifunzionale, in seguito all'investimento di un centinaio di milioni di euro da parte della Fondazione Crt.
Fulvio Gianaria, 70 anni, stimato penalista torinese, subentra a Giovanni Quaglia, il quale resta comunque nel Consiglio di amministrazione della Ogr-Crt, che ha guidato dalla sua costituzione, nel 2012, insieme con Antonio Fassone (vice presidente), Franco Amato, Roberto Cena, Marco Colasanti e Attilio Ghiglione.
Fra l'altro, co-fondatore della Camera Penale del Piemonte e della Valle d'Aosta, Fulvio Gianaria aggiunge il nuovo incarico a quello di presidente della Fondazione per l'Arte Moderna e Contemporanea Crt, ente strumentale della Fondazione Crt, della quale è stato vice presidente dal 2003 all'aprile scorso.

Giovanni Quaglia, presidente Fondazione Crt 
Fulvio Gianaria, presidente Ogr-Crt

Curiosità statistiche

MENO CARTE DI CREDITO, PIU' TESSERE BANCOMAT

Agli italiani piacciono sempre di meno le carte di credito, ma sempre di più le carte di debito (Bancomat in testa). Il fenomeno emerge dai dati della Banca d'Italia: alla fine del 2016, le carte di credito attive sono risultate 13,627 milioni, circa 300.000 in meno rispetto a un anno prima, ma un milione in meno rispetto al 31 dicembre del 2010.
Al contrario, il numero delle carte di debito in circolazione è salito a 54,622 milioni, oltre 3,3 milioni in più rispetto al 31 dicembre 2015 e quasi 17,3 milioni in più rispetto alla stessa data di sette anni fa.
Comunque, mentre continua a calare il numero delle banche (604 a fine 2016, mentre erano 760 a fine 2010) e dei loro sportelli, scesi a 29.039 dai 33.640 di sette anni fa; cresce, progressivamente, la diffusione dei pos (apparecchiature per la lettura delle carte elettroniche) diventati 2,180 milioni a fine 2016 mentre erano 1,445 milioni a fine 2010.


OLTRE 380.000 NUOVI PENSIONATI NEI PRIMI 9 MESI

Un po' più di 380.000. Tanti sono i nuovi pensionati che hanno incominciato a ricevere il dovuto dall'Inps nei primi nove mesi di quest'anno. In particolare, dall'inizio di gennaio alla fine di settembre, 113.304 sono state le nuove pensioni di vecchiaia (importo medio di 697 euro al mese), 103.512 quelle di anzianità o anticipate (media mensile di 2.016 euro), 29.838 quelle di invalidità (759 euro) e, infine, 133.724 quelle per i superstiti, le più numerose, ma anche le minori per importo medio mensile (664 euro).
Delle 380.378 nuove pensioni dei primi nove mesi, 211.319 sono relative ai lavori dipendenti, 50.868 agli artigiani, 39.959 ai commercianti, 24.227 ai parasubordinati, 22.589 ai coltivatori diretti, mezzadri e coloni; mentre 31.366 sono gli assegni sociali.
Per quanto riguarda specificatamente il fondo pensioni lavoratori dipendenti, nei primi nove mesi di quest'anno i nuovi assegni sono stati 10.594 in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, anche se, nel terzo trimestre, ne sono stati erogati circa 15.000 in meno.
In particolare, dal primo giorno di luglio all'ultimo di settembre, il numero delle nuove pensioni di vecchiaia è calato a 9.588 da 9.789, quello di anzianità e anticipate a 21.670 da 25.363, quelle ai superstiti a 22.046 da 28.478, quelle d'invalidità a 5.160 e, infine, quelle ai superstiti a 22.046 da 28.478.
Secondo Unimpresa, quest'anno, la spesa dello Stato per il pagamento delle pensioni arriverà a quasi 265 miliardi di euro, 3,5 in più rispetto al 2016; mentre supererà i 270 miliardi nel 2018 e sfiorerà i 280 nel 2019.
Come ricorda l'Istat, nel 2015 i pensionati erano 16,2 milioni (-80.000 rispetto al 2014 e -600.000 rispetto al 2008.


IN VALLE D'AOSTA “COLLABORATORI” POVERI

Il reddito medio annuo 2016 dei “collaboratori”, come l'Inps definisce i lavoratori parasubordinati i cui contributi previdenziali vengono versati all'Istituto dal committente (persona fisica o soggetto giuridico) entro il mese successivo a quello di corresponsione del compenso, in Valle d'Aosta è stato di 19.425 euro, inferiore non soltanto a quelli in Piemonte (26.184) e in Liguria (24.711); ma anche a quello medio dell'intera Italia, pari a 22.813 euro.
In tutto il Nord Ovest, i collaboratori parasubordinati a fine 2016 risultavano 85.756, dei quali 63.366 in Piemonte, 20.869 in Liguria e 1.521 in Valle d'Aosta. A livello nazionale erano 917.525. Per oltre la metà, precisamente 504.315, il rapporto di lavoro era del tipo “amministratore o sindaco di società”, per 174.035 si trattava di lavori a progetto.

L'Inps, inoltre, aveva censito 51.665 rapporti del tipo dottorato e assegno di ricerca ,circa 34.000 collaboratori della Pubblica amministrazione e altrettanti medici in formazione specialistica. Infine una curiosità: 15.888 erano venditori porta a porta.  

Borsa: novembre "rosso" per 12 su 14

Delle 40 società italiane (anche se con sede all'estero) che formano il paniere rappresentato dall'indice borsistico Ftse Mib, il più importante di Piazza Affari, soltanto sette fanno capo, in quale modo, al Nord Ovest. E solo due di queste hanno registrato un aumento del valore della loro azione tra il 31 ottobre al 30 novembre. Sono Italgas e Cnh Industrial.
Il titolo Italgas ha chiuso novembre a 5,229 euro (+5,5% rispetto al 31 ottobre) e Cnh Industrial a 10,842 euro (+0,6%). Così, la capitalizzazione dell'Italgas è salita a 4,288 miliardi (4,064 al 31 ottobre) e quella di Cnh Industrial a 14,793 miliardi (14,712).
Novembre “rosso”, invece, per Buzzi Unicem, Exor, Ferrari, Fca-Fiat Chrysler Automobiles e Intesa Sanpaolo.
Al 30 novembre, l'azione Buzzi Unicem ha chiuso a 22,409 euro (-6,1% rispetto al 31 ottobre), Exor a 51,202 (-6,4%), Ferrari a 91,548 (-10,3%) , Fca a 14,453 (-2,7%), Intesa Sanpaolo a 2,835 (- 1,7%).
Il valore attribuito dal mercato alla banca presieduta da Gian Maria Gros-Pietro è sceso a 44,961 miliardi dai 45,756 del 31 ottobre, quello della Buzzi Unicem a 3,705 miliardi da 3,945. Quanto alla capitalizzazione di Exor al 30 novembre è risultata di 12,339 miliardi (13,176 al 31 ottobre), mentre il valore complessivo di Ferrari è calato a 17,753 dai 19,794 di fine ottobre e quello di Fca a 22,219 miliardi dai 22.824 dell'ultimo giorno del mese precedente.
Novembre è stato negativo invece per tutte le società del Nord Ovest quotate nel mercato della Borsa di Milano dedicato alle piccole e medie imprese che vogliono investire nella loro crescita, sette anche in questo caso.
Alla fine del mese appena passato, l'azione della biellese Cdr Advance Capital ha chiuso a 1,016 euro (-10,3% rispetto al 31 ottobre), la torinese Cover 50 a 10,732 (-6,1%), l'Italia Independent di Lapo Elkann a 4,494 (-9,9%), la subalpina Ki Group presieduta da Daniela Garnero Santanchè a 2,520 (-7,1%), la Orsero di Albenga a 10,058 (-3,9%) e la Visibilia Editore, controllata e presieduta anch'essa dalla Santanchè a 0,194 (-9.8%).
Delle quotate del Nord Ovest nel segmento Aim è la Orsero a presentare la maggiore capitalizzazione (177,8 milioni di euro) mentre la minore è della Visibilia Editore (5,8 milioni).

In calo gli infortuni sul lavoro

Sempre meno incidenti sul lavoro e con sempre meno vittime. Il numero degli infortuni continua a calare e nel Nord Ovest più che nell'Italia intera. Il miglioramento emerge dal primo rapporto annuale intitolato “Il mercato del lavoro: verso una lettura integrata”, frutto della collaborazione sviluppata tra il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, l'Inps, l'Inail e l'Anpal.
Nel Rapporto, appena pubblicato, infatti, si trova che le denunce di infortunio sul lavoro, nell'insieme delle tre regioni del Nord Ovest .sono state 60.913 nel 2016, mentre erano state 90.220 nel 2010. Rispetto ad allora, pertanto, il loro numero è diminuito di oltre 29.000 e del 32,5%. Il calo del Nord Ovest è di cinque punti superiore a quello medio nazionale, risultato del 27,5%.
Andamento altrettanto positivo è stato riscontrato per gli infortuni sul lavoro con conseguenze mortali. Nel Nord Ovest, l'anno scorso sono stati 101, quindi 47 in meno rispetto al 2010, evidenziando una diminuzione del 31,7%, a fronte del 26,8% medio italiano.
Tra il 2010 e il 2016, in complesso, le denunce di incidenti sul lavoro sono diminuite del 32,9% in Piemonte (da 59.840 a 40.142), del 32,6% in Valle d'Aosta (da 2.082 a 1.404) e del 31,6% in Liguria (da 28.298 a 19.367).
Nella regione rivierasca, gli infortuni mortali sono scesi da 30 a 21 (-30%) e in Piemonte da 118 a 80 (-32,2%); la Valle d'Aosta non ne ha registrati né nel 2016, né nel 2015 e neppure nel 2010, mentre ne aveva subiti 4 nel 2011, uno in meno nel 2012 e 2 sia nel 2013 che nel 2014.

In tutta l'Italia, di incidenti sul lavoro con conseguente mortali nel 2016 ne sono stati denunciati 1.091, esattamente 400 meno che nel 2010. Quanto al complesso degli infortuni si è passati dai 772.885 del 2010 ai 560.592 dell'anno scorso. In media, sono ancora 1.535 al giorno: troppi. Come sono ancora troppe le tre vittime quotidiane.  

Reale Mutua: ai 190 anni con 5 miliardi

Arriverà a 5 miliardi di euro, nel 2018, la raccolta premi di Reale Group, evidenziando così un'ulteriore crescita del 9,2% rispetto a quest'anno. L'anticipazione è stata fornita oggi, 11 dicembre, in occasione dell'assemblea dei delegati della storica Società Reale Mutua di Assicurazioni, presieduta da Iti Mihalich (è stata fondata il 31 dicembre 1828, a Torino, dove mantiene la sede e il quartiere generale).
Ai delegati in rappresentanza di quasi 1,4 milioni di soci/assicurati della Reale Mutua, a capo dell'omonimo gruppo, attivo non soltanto in campo assicurativo, ma anche nel bancario, nell'immobiliare e nei servizi, con oltre 3.600 dipendenti, è stato presentato il preconsuntivo 2017, il preventivo 2018 e la proposta dei benefici di mutualità per il 2018.
Per quanto riguarda il preconsuntivo relativo all'esercizio che sta per terminare e che è stato caratterizzato dall'acquisizione delle imprese italiane del gruppo austriaco e Uniqa, oltre che dall'avvio della compagnia Reale Chile Seguros nello stato sudamericano, è stato riferito che la raccolta complessiva 2017 ammonta a 4,569 miliardi (+1,5% a perimetro costante e +del rating 18,7% con il contributo delle nuove società). L'utile consolidato si attesta a 107,1 milioni e l'indice di solvibilità al 208%, mentre è previsto del 224% nel 2018, che si dovrebbe chiudere con un utile di 103,5 milioni, in seguito al risultato negativo di 22,5 milioni preventivato per la start up cilena.
La sola Reale Mutua, secondo il budget, chiuderà il 2018 con un aumento dell'utile a 60 milioni, un incremento del 3% della raccolta premi e un indice di solvibilità salito al 343%.
Alla luce dei risultati attesi, l'assemblea dei delegati, ha deliberato per il 2018 l'erogazione di benefici di mutualità a favore dei soci/assicurati, per un importo complessivo di circa 9,5 milioni. Inoltre, in linea con lo spirito mutualistico di Reale Group, nel prossimo esercizio le controllate Italiana Assicurazioni e Reale Seguros Generales destineranno, rispettivamente, 0,8 e 0,3 milioni ai propri assicurati (a livello di gruppo sono quasi 4 milioni).
Naturalmente, è stato molto positivo il commento dei risultati da parte di Luca Filippone, il direttore generale di Reale Mutua, la quale ha recentemente ricevuto dall'agenzia internazionale Ficht la conferma del rating BBB+ con outlook stabile, valore superiore di un grado a quello attribuito al debito sovrano italiano. Non solo: se non fosse condizionato da quello dello Stato Sovrano, il rating di Reale Mutua e della controlla spagnola Reale Seguros Generales sarebbe A.

Iti Mihalich, presidente Reale Mutua
Luca Filippo, direttore generale Reale Mutua

Notizie in breve

UNIVERSITA' DI POLLENZO, LA PIU' CARA
Ha suscitato discussioni e qualche alzata di sopracciglia la notizia, pubblicata da Il Sole 24 Ore, che è della cuneese Università di Scienze gastronomiche – sede a Pollenzo – il record delle rette universitarie più salate tra gli atenei italiani non statali. Riportando dati del ministero dell'Università e della Ricerca, relativi all'anno accademico 2015-2016, il quotidiano della Confindustria ha precisato che il costo medio d'iscrizione all'Università del Gusto, come veniva chiamata all'inizio, è stato di 10.307 euro, la somma più elevata a livello nazionale e superiore, sia pure di poco, a quella della Bocconi di Milano. Comunque, da Pollenzo è partita subito una garbata replica, con adeguate precisazioni. L'Università di Scienze Gastronomiche è nata per iniziativa di Carlin Petrini, il fondatore di Slow Food.
Del gruppo degli atenei non pubblici, ma riconosciuti dallo Stato, fanno parte anche l'Università della Valle d'Aosta, la Luiss di Roma, la meno cara (media di 8.793 euro all'anno), l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e, fra le altre, la Liuc di Castellanza.
Carlin Petrini, promotore dell'Università di Pollenzo

TORINO SECONDA PER L'ARTIGIANATO FEMMINILE
La provincia di Torino è risultata al secondo posto in Italia per numero di donne titolari di imprese individuali artigiane, avendone 16.186, meno soltanto della provincia di Milano (17.967) e, invece, più anche di Roma (15.012). A livello regionale, però, il Piemonte risulta quarto con 32.617, preceduto non soltanto dalla Lombardia, prima con 66.932, ma anche dall'Emilia-Romagna (37.343) e dal Veneto (37.228).
Questa fotografia è stata scattata dalla Confartigianato, la quale ha precisato che in Italia sono 181.482 le titolari di imprese individuali artigiane, aumentate del 2,5% negli ultimi dieci anni. Comprendendo le socie e le collaboratrici sono poco meno di 355.000 le donne che lavorano in imprese artigiane con titolari di sesso femminile.


SILVIO FALCO NUOVO “SUBALPINO”
E' appena diventato socio del prestigioso ed elitario Circolo Subalpino, al quale partecipano grandi personalità subalpine, Silvio Falco, da maggio 2015 direttore generale dell'azienda ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino. Consegnandogli le insegne del “Subalpino”, il presidente Giovanni Gandini ha presentato Silvio Falco ricordandone la brillante carriera professionale, svoltasi tutta nell'ambito della gestione della sanità pubblica piemontese: è stato direttore sanitario dell'Asl di Biella, Pinerolo, dell'Irccs Candiolo, del San Luigi e della Città della Salute e della Scienza. Inoltre, è stato direttore sanitario del Villaggio Olimpico di Sestriere durante i Giochi olimpici e paraolimpici invernali.
Nato a Pinerolo nel 1961, sposato, cinque figli, Silvio Falco si è laureato in Medicina e chirurgia a Torino, con 110 e lode (relatore Antonio Robecchi). In seguito, ha conseguito le specializzazioni in Sanità pubblica e Direzione sanitaria.
Giovanni Gandini, presidente Circolo Subalpino

ASILI PUBBLICI, POCHI E COSTOSI
“Soltanto il 57,3% dei Comuni italiani offre servizi di asili nido e servizi integrativi per l'infanzia”: lo ha denunciato la Confartigianato, aggiungendo che “l'utilizzo di queste strutture è molto basso, tanto che, a livello nazionale, ne usufruisce solo il 12,9% dei bambini con meno di tre anni”. E il costo di questi servizi, in media 1.649 euro all'anno, nelle nove principali città – Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Bari – “è quello che incide maggiormente (35,6%) sulla spesa complessiva delle famiglie per tributi e servizi locali”.


ANNA SAPINO NEL CONSIGLIO SUPERIORE SANITA'
Anna Sapino, direttore scientifico dell'Ircc di Candiolo, Istituto per la ricerca e la cura del cancro, è appena stata confermata componente del Consiglio superiore della Sanità: ulteriore conferma delle sue grandi capacità e del valore riconosciuto anche al Centro di Candiolo, per il quale tanto e instancabilmente si è impegnata e si impegna Allegra Agnelli.
Anatomo-patologa, professore ordinario della Facoltà di Medicina nel capoluogo piemontese, Anna Sapino è stata chiamata dall'Ircc di Candiolo, poco più di due anni fa, come responsabile dell'Unità di Anatomia patologica. Proveniva dall'ospedale Molinette di Torino, dove ha lavorato per una trentina d'anni e dove è stata direttore del dipartimento di Medicina di laboratore e vice direttore alla Ricerca del Dipartimento di Scienze mediche dell'Università. Ora, all'Ircc, da lei dipendono 250 specialisti e 17 laboratori.
Anna Sapino (Ircc Candiolo)

A IMPERIA ALFA ROMEO SENZA CLIENTI
L'Alfa Romeo, gloriosa marca destinata a tornare nei Gran Premi di Formula 1, nel mese di novembre ha venduto, in tutta l'Italia, 4.008 vetture, 1.650 delle quali, pari a poco più del 40%, nel Nord Ovest. In particolare, di nuove vetture con il marchio milanese del Biscione ne sono state immatricolate 1.020 nella provincia di Torino e 540 ad Aosta. Le altre province del Nord Ovest sono risultate Cuneo (28 nuove immatricolazioni), Alessandria (14) e Genova (10).
Nel Novarese, in novembre, le Alfa acquistate sono state 8, nel Biellese 7 come nella provincia di Savona, 6 nel Verbano-Cusio.Ossola, 4 nell'Astigiano, 3 nel Vercellese e nello Spezzino; mentre neppure una nella provincia di Imperia, cenerentola del mercato automobilistico del Nord Ovest.
A livello nazionale, il modello Alfa Romeo più venduto nel mese passato è risultato ancora la Giulietta (1.402), ma le nuove Stelvio e Giulia si stanno stanno avvicinando. Fra l'altro, la Stelvio è stata la quarta preferita tra le vetture di classe media (segmento D), avendo contato 1.181 acquirenti, oltre cento in più della Giulia, finita quinta. La bellissima Stelvio, inoltre, si è piazzata al primo posto fra i fuoristrada, precedendo la Volkswagen Tiguan e la Jeep Kompass.
L'Alfa Romeo Stelvio, il fuoristrada più venduto

I TRENT'ANNI DELLA NICO-DESIGN
Ha compiuto i suoi primi trent'anni la Nico-design di Torino, azienda che produce occhiali, con i marchi Vanni e Derapage, esportati in una quarantina di Paesi. A guidare la Nico-design è Giovanni Vitaloni, neo presidente sia dell'Anfao, l'associazione nazionale dei fabbricanti di occhiali e lenti (oltre 17.000 occupati e un fatturato di circa 4 miliardi), sia della Mido, la più grande esposizione internazionale del settore.
Giovanni Vitaloni porta lo stesso nome del fondatore dell'omonima industria della componentistica auto, costituita nel 1929 e specializzata nella produzione di specchi retrovisori. Nato sotto la Mole il 28 dicembre del 1967, sposato, quattro figli, Giovanni Vitaloni è amministratore delegato della Nico-design, che fattura 7 milioni, dal 2002.
Giovanni Vitaloni, n.1 della Nico-design

PRIMO STORE DELLA CAFFAREL
Pochi giorni fa, Caffarel, storica impresa piemontese del cioccolato (fondata nel 1826), ha aperto il suo primo negozio monomarca, naturalmente a Torino, nella centralissima via Carlo Alberto. Un'iniziativa, quella del Caffarel Store, destinata ad avere un seguito. Caffarel, che da vent'anni appartiene al gruppo Lindt, produce, annualmente, circa 4.000 tonnellate di cioccolato e 40 milioni di gianduiotti. Stabilimento a Luserna San Giovanni, nel Pinerolese, Caffarel conta circa 400 dipendenti e fattura tra i 50 e i 60 milioni all'anno. Vende le sue prelibatezze in esercizi quali pasticcerie, bar, torrefazioni, da Eataly e ai Gourmet Carrefour. Amministratore delegato è Marco Peter.
Marco Peter, amministratore delegato Caffarel

ARISTON PIU' GRANDE PER IL FESTIVAL
Ogni tanto, a Sanremo, esce l'ipotesi di un trasferimento del Festival della Canzone dall'Ariston, che lo ospita da numerosi anni. In passato c'è stato un esperimento, nel grande mercato dei fiori di Bussana, in valle Armea. Non ripetuto. Si è parlato anche di uno specifico Palafestival, ai bordi del mare. Più che un progetto, un'idea. Il problema è che la Rai vuole più spazio fisico, per necessità tecniche. Però, forse, la soluzione è stata trovata.
La famiglia Vacchino, proprietaria del famoso Ariston di via Matteotti, imprenditori del settore dello spettacolo (cinema e teatro), ha comprato un palazzo adiacente al complesso dove si svolge il Festival seguito in tutto il mondo (l'edizione numero 68 è in programma dal 6 al 10 febbraio 2018) e lo sta ristrutturando per adeguarlo alle necessità della Rai, che, periodicamente, ha minacciato di portare la manifestazione canora fuori Sanremo, terrorizzandone il sindaco di turno, ben consapevole del valore economico e promozionale del Festival della Canzone.
Walter Vacchino (Teatro Ariston di Sanremo)

Borsa: nuovi record Erg e Sias

La settimana borsistica appena passata è stata particolarmente positiva per due quotate del Nord Ovest, che hanno fatto registrare i loro record storici. Sono la genovese Erg e la tortonese Sias. Venerdì, l'ultimo contratto dell'azione Erg è stato chiuso a 16,34 euro e quello della Sias a 15,37 euro. Rispetto al giorno prima, il prezzo del titolo Erg è ancora aumentato del 2,45%, mentre è stato dello 0,26% l'incremento del valore dell'azione Sias.
A evidenziare aumenti del valore delle rispettive azioni, nei confronti delle chiusure di venerdì 1 dicembre, sono state anche le seguenti società del Nord Ovest: Banca Carige (0,0105 euro da 0,0101), Basicnet (3,67 da 3,65), Boero Bartolomeo (19,3 da 19,03), Buzzi Unicem (22,33 da 21,73), Cir (1,171 da 1,135), Cnh Industrial (11,1 da 10,68), Cofide (0,569 da 0,564), Dea Capital (1,316 da 1,29), Diasorin (80,55 da 78,05), Exor (51,25 da 49,88), Ferrari (90,2 da 89,15), Fca-Fiat Chrysler Automobiles (14,89 da 14,13), Fidia (6,41 da 5,38), Gedi Gruppo Editoriale (0,686 da 0,676), Intesa Sanpaolo (2,88 da 2,768), Iren (2,598 da 2,566), Italgas (5,33 da 5,19), Juventus (0,788 da 0,70), Ki Group (2,54 da 2,45), M&C (0,135 da 0,132), Prima Industrie (33,12 da 33,02), Sogefi (4,276 da 4,232).
Invece, rispetto a sette giorni prima, venerdì scorso sono risultati in calo i titoli: Astm (a 25,37 da 23,55), Bim-Banca Intermobiliare (0,4628 da 0,466), Biancamano (0,3364 da 0,34), Cairo Comunication (3,918 da 3,94), Centrale del Latte d'Italia (3,338 da 3,444), Cover50 (10,80 da 10,99), Orsero (9,66 da 10,03), Pininfarina (1,90 da 1,91), Reply (47,50 da 48), Rcs MediaGroup ( 1,195 da 1,24), Tecnoinvestimenti (6,240 da 6,245), Visibilia (0,1765 da 0,193), Vittoria Assicurazioni (11,98 da 12,09).
Infine, non è possibile il confronto per la biellese Cdr Advance (1,050 euro alla chiusura di questo venerdì, ma non trattata l'1 dicembre), la valenzana Damiani (1,095) e la torinese Italia Independent di Lapo Elkann, che non ha fatto registrate scambi.

Qui vengono considerate società del Nord Ovest non soltanto le quotate che hanno sede in Piemonte o in Liguria, ma anche quelle che, in qualche modo, fanno capo a soggetti delle nostre tre regioni, come, per esempio, Cairo Comunication e Rcs MediaGroup, controllate dall'alessandrino Urbano Cairo, la Biancamano dei fratelli savonesi Pizzimbone; Visibila della cuneese Daniela Garnero Santanchè, la stessa Ferrari, appartenente al gruppo Exor della famiglia Agnelli-Elkann Nasi, la Sogefi dei De Benedetti.
Alessandro Garrone, vice presidente esecutivo Erg 

Presidenti, nuovi e no

IL BANCHIERE BEPPE GHISOLFI (CRF)
AMBASCIATORE DEI CONSUMATORI”
Periodo d'oro per il cuneese Beppe Ghisolfi. Interviste anche alle Tv nazionali, inviti da ogni parte d'Italia, numerosissime partecipazioni da protagonista a convegni e incontri, premi, riconoscimenti e, sabato 16 dicembre, nel municipio di Cuneo, il titolo di “Ambasciatore dei consumatori”, conferitogli dal comitato locale.
Grand Ufficiale della Repubblica, Beppe Ghisolfi è presidente della Cassa di Risparmio di Fossano da vent'anni. Ma questo è soltanto uno dei suo tanti incarichi di vertice, a partire dall'Acri e l'Abi. Instancabile, onnipresente, poliedrico. E' stata direttore di radio, giornali e televisioni. Ha scritto un “Manuale di educazione finanziaria” dall'incredibile successo. E sta per pubblicare un'altra opera, questa volta dedicata ai banchieri. Ne è già uscita un'anticipazione, con notevole evidenza.
Nato a Cervere nel 1949, Beppe Ghisolfi ha la cittadinanza onoraria di Fossano. E' uno dei personaggi più in vista del Cuneese.
Beppe Ghisolfi, presidente Cassa Risparmio Fossano


LUCA CROSETTO AL VERTICE
DI CONFARTIGIANATO CUNEO
Cuneese, ma di Marene, è anche Luca Crosetto, 47 anni, eletto, pochi giorni fa, presidente della Confartigianato provinciale, l'associazione più rappresentativa delle piccole imprese locali e la seconda maggiore in Italia, contando oltre 9.200 iscritti. Con Luca Crosetto, che è anche presidente di Arproma (Associazione revisori e produttori di macchine agricole) e vice di Ueapme (Unione europea dell'artigianato e delle piccole e medie imprese), sono stati eletti vice presidenti della Confartigianato di Cuneo il vicario Giorgio Felici e Daniela Balestra.
Luca Crosetto, presidente Confartigianato Cuneo


IL PINEROLESE ANTONIO PIRONTI
PRENDE IL TIMONE DI PERMICRO
Nuovo presidente a PerMicro, leader del microcredito in Italia. A subentrare a Corrado Ferretti, rimasto in carica per dieci anni, quindi dalla fondazione della società torinese, è Antonio Pironti, che può vantare una lunga e prestigiosa carriera nello storico “San Paolo”, in Italia e, soprattutto, negli Stati Uniti. Pinerolese, Antonio Pironti, laureatosi in Economia nel 1973, si è poi specializzato alla Anderson School Ucla di Los Angels, metropoli dove, fra l'altro, ha vissuto per oltre trent'anni ed è stato responsabile della finanza della First Los Angeles Bank, istituto allora controllato dal colosso creditizio di Piazza San Carlo.
PerMicro, 14 filiali dislocate nelle principali città italiane, una sessantina di dipendenti, ha come soci maggiori: Bnl-Paribas (20,4% del capitale), Fondazione Sviluppo e Crescita Crt (9,7%), la Compagnia di San Paolo (7,8%), Finde, la fondazione di Gustavo Denegri (10,8%), Banca Alpi Marittime e la Fondazione Paideia della famiglia Giubergia (10,1%), promotrice di PerMicro, insieme con Oltre Venture, nel 2007. Da allora, Per Micro ha finanziato oltre 14.800 famiglie e 2.700 piccole imprese, erogando più di 123 milioni di euro.



GIAN MARIA GROS-PIETRO: CON MILANO
COLLABORAZIONE, SENZA SUDDITANZA”
“Sono ottimista. Torino ha un potenziale enorme, essendo la capitale italiana della capacità applicata”. E' una delle risposte date da Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa San Paolo e di Astm-Autostrada Torino Milano (gruppo Gavio), al giornalista Mario Imarisio, autore dell'interessante intervista pubblicata sull'edizione torinese del Corriere della Sera.
Fra l'altro, Gian Maria Gros-Pietro ha detto che considera Torino “come la Boston italiana. Siamo titolari di eccellenze che non esistono altrove. Tecnologia informatica, Big Data e tutte le specializzazioni del nostro Politecnico, che sono di punta”.
Torinese doc, Gian Maria Gros-Pietro, sostiene che il capoluogo piemontese non può mettersi in concorrenza con Milano né porsi come sua alternativa, perché – ha ribadito a Mario Imarisio - “c'è troppa differenza tra le due realtà... E se la competizione non ha senso, allora deve esserci collaborazione”. Senza complessi d'inferiorità e senza sudditanza”.
Gian Maria Gros-Pietro, presidente Intesa Sanpaolo


BURGIO: A 1,21 MILIARDI
IL FATTURATO ALPITOUR
A Giorgio Lonardi di Repubblica, invece, Gabriele Burgio, presidente e amministratore delegato di Alpitour, ha anticipato che “il bilancio chiuso il 31 ottobre 2017” è il migliore di sempre per il gruppo piemontese, tour operator leader nazionale: il giro d'affari è stato di 1,212 miliardi di euro (+6,7% rispetto all'esercizio finito il 31 ottobre 2016) e il margine operativo lordo è aumentato del 25% a circa 46 milioni. Inoltre, Alpitour ha portato al 24% la sua quota di mercato.
Nell'intervista pubblicata su “Affari&Finanza”, Gabriele Burgio ha ricordato che, pochi mesi fa, nel capitale di Alpitour, società destinata alla quotazione in Borsa, è entrata Asset Italia, promossa dalla Tip di Giovanni Tamburi, che ne ha rilevato il 32,6% investendo 120 milioni.
Gabriele Burgio, presidente e ad Alpitour


I COSTRUTTORI EDILI TORINESI
S'AFFIDANO AD ANTONIO MATTIO
Antonio Mattio, classe 1964, a capo della Pianel, impresa di famiglia, è il nuovo presidente del Collegio costruttori edili di Torino, del quale è stato vice presidente e membro del consiglio direttivo. E' subentrato a Alessandro Cherio, rimasto al vertice per nove anni.
Antonio Mattio assume il massimo incarico della categoria quando la crisi del settore, la più grave del dopoguerra, è ancora forte, in provincia: i lavori edili sono diventati 9.200, la metà di quelli che erano nel 2008 e, nello stesso periodo, il numero delle imprese è sceso da 4.335 a 2.450.
Secondo lui, però le possibilità di migliorare la situazione non mancano, come ha spiegato a Enrico Romanetto di CronacaQui: occorre che le amministrazioni facciano ripartire le manutenzioni, oltre che completare la linea della metropolitana, andare avanti con la Torino-Lione e realizzare il Parco della Salute. A proposito di quest'ultimo, va aggiunto che l'Ordine dei medici di Torino ha confermato alla sua presidenza Guido Giustetto.
Antonio Mattio, presidente Ance Torino


I FARMACISTI DI IMPERIA
CONFERMANO NUVOLONI
A essere confermato è stato anche Franco Nuvoloni, rieletto presidente dell'Ordine dei farmacisti della provincia di Imperia. Inizia così il suo terzo mandato consecutivo. Vice sindaco di Riva Ligure, comune del quale è stato anche primo cittadino, Franco Nuvoloni è titolare della farmacia della cittadina del Ponente Ligure. Confermati pure il segretario Piero Rovida, che gestisce la farmacia di Pornassio, nell'entroterra di Imperia e il tesoriere Alessandro Goso (Vallecrosia).
E' nuovo, invece, il vice presidente dell'Ordine: Graziano Colombo, dell'omonima farmacia di Sanremo. 

Più malati nel privato, meno nel pubblico

Nel Nord Ovest, l'anno scorso, i dipendenti della Pubblica hanno goduto di una salute migliore di quella dei lavoratori del settore privato. Lo ha certificato l'Inps. In tutte le tre regioni, l'Inps ha ricevuto dal settore privato un numero di certificati di malattia più alto che nel 2015, mentre è diminuito, sia pure di poco, il numero di certificati di malattia provenienti dalla Pubblica amministrazione. Un effetto della Madia?
In particolare, per quanto riguarda il Piemonte, i certificati di malattia spediti all'Inps dal settore privato, nel 2016, sono stati 1.029.721 (+5,1% rispetto al 2015); mentre dalla Pubblica amministrazione ne sono arrivati 395.225 (-0,8%). Idem per la Liguria: i certificati di malattia del settore privato sono cresciuti del 2,1% a 301.825, a fronte del calo dell'1,9% della Pubblica amministrazione, scesi infatti a 178.302. E la Valle d'Aosta ha mostrato lo stesso andamento: + 1,4% i certificati di malattia giunti all'Inps dal settore privato (19.645) e – 0,99% quelli della Pubblica amministrazione (16.242).
Comunque, il Nord Ovest non è un'eccezione, perché l'Italia nel suo complesso ha evidenziato gli stessi segni: rispetto al 2015, i certificati di malattia provenienti dal settore privato sono aumentati del 4,36%, ammontando così a 12.583.010; mentre quelli della Pubblica amministrazione sono risultati 6.291.246, cioè un paio di migliaia in meno (-0,03%).
L'anno scorso, i lavoratori del settore privato che hanno denunciato un evento di malattia sono stati 350.609 in Piemonte (118.918 quelli della Pubblica amministrazione), 103.741 in Liguria (50.909) e 7.602 in Valle d'Aosta (5.762). In tutto il Paese sono stati, rispettivamente, 4.358.453 e 1.814.255.
Dalle rilevazioni dell'Inps, inoltre, è emerso che i giorni di malattia denunciati all'Istituto dai lavoratori del settore privato sono stati 6.448.226 in Piemonte (2.036.803 quelli della Pubblica amministrazione), 1.848.108 in Liguria (923.836) e 143.640 in Valle d'Aosta (97.756). Il totale nazionale è stato di 81.432.257 giorni per il settore privato e di 32.997.251 per il pubblico.
Un ultimo dato, questo dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre, l'associazione degli artigiani e delle piccole imprese locali: l'età media degli occupati in Italia è di 44 anni (42 nei principali Paesi dell'Unione Europea), ma nel Nord Ovest è ancora più alta. E la Liguria ha il primato nazionale con 45,4 anni, esattamente un anno più del Piemonte (invece, è di 44,1 anni l'età media degli occupati in Valle d'Aosta).

Novità da Roma

LA RAI BRINDA: DAL CANONE
1,610 MILIARDI DI EURO (+8,6%)

En plein, o quasi, per la Rai. Al 31 ottobre, il gettito del canone Tv è risultato pari a 1,610 miliardi di euro, l'8,6% in più rispetto alla stessa data dell'anno scorso, nonostante la riduzione di questa imposta, tra le più odiate dagli italiani, a 90 euro dai 100 precedenti. L'aumento del gettito del canone Tv è una conferma “degli effetti positivi della nuova modalità di pagamento attraverso la bolletta elettrica” commenta il ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef).
Lo stesso Mef ha comunicato che, nei primi dieci mesi 2017, le imposte indirette sono ammontate a 161,727 miliardi (+1,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno passato), 96,237 dei quali dovuti all'Iva (+2,4%); mentre le imposte dirette sono cresciute dello 0,1% a 187,541 miliardi. In particolare, l'Irpef ha portato all'erario 146,798 miliardi, con un incremento dell'1,5% sui primi dieci mesi 2016, “per effetto principalmente dell'andamento positivo delle ritenute da lavoro dipendente e da pensione, che mostrano un aumento di 2,171 miliardi (+1,8%%), in linea con la crescita tendenziale dell'occupazione”.
Totale delle entrate tributarie erariali nei primi dieci mesi di quest'anno: 349,268 miliardi, 2,3 miliardi in più rispetto al corrispondente periodo del 2016.


PASSI AVANTI DEL FISCO
SUL FRONTE ANTI EVASIONE

Migliorano i risultati della lotta del Fisco contro gli evasori. Dall'inizio di gennaio alla fine di ottobre, le entrate derivanti dall'attività di accertamento e controllo, riferite solo ai ruoli dei tributi erariali, sono ammontate a 9,381 miliardi, facendo segnare così un aumento del 32,1%, equivalente a 2,278 miliardi, nei confronti dei primi dieci mesi 2016.
Il progresso del Fisco nella battaglia contro l'evasione, che resta comunque altissima e molto diffusa, è stato rilevato dal Mef, dal quale è giunta anche la notizia che i giochi d'azzardo (dalle slot machines ai gratta e vinci, dalle lotterie alle scommesse legalizzate) hanno portato nelle casse dello stato, sempre nei primi dieci mesi di quest'anno, 11,727 miliardi, perciò 317 milioni meno che nello stesso periodo dell'anno scorso.


SOLO IL 32% DEL DEBITO PUBBLICO ITALIANO
NEI PORTAFOGLI DEGLI INVESTITORI ESTERI

Nell'euro zona, l'Italia è il Paese che ha la più bassa quota di debito pubblico detenuta da non residenti, cioè da soggetti stranieri; ma, fuori dall'area dove la moneta ufficiale è quella regolata dalla Bce di Francoforte, diversi Stati presentano una percentuale più bassa della nostra.
La quota del debito pubblico italiano (circa 2.300 miliardi di euro) posseduto da soggetti stranieri è del 32%, a fronte del 73,4% dell'Austria, il 69,2% della Finlandia, il 60% del Belgio, il 59,6% dell'Irlanda, il 58% del Portogallo, il 56,4% della Francia, il 52,2% della Germania, il 48,3% dell'Olanda e il 45,3% della Spagna.
E' una chiara dimostrazione che gli investitori esteri hanno nei confronti dello Stato italiano una fiducia minore che di tutti gli altri Paesi dell'euro zona con maggiori quote di debito pubblico detenute da non residenti. Gli investitori internazionali preferiscono sottoscrivere titoli pubblici di Stati ritenuti più affidabili, che danno maggiori certezze di pagare i creditori.

Comunque, ad avere tassi di debito pubblico posseduto da non residenti sono, fra gli altri, gli Usa (30%), il Canada (22,7%) e, sopra tutti, il Giappone (9,8%), Paese, quest'ultimo, che ha un debito pubblico pari al 240% del suo Prodotti interno lordo.